Amunì (Cortometraggio) - Il suono


Amunì è un cortometraggio realizzato in Sicilia che racconta la storia di un giovane pecoraio chiamato a decidere, un giorno, le sorti di una delle sue pecore che risulterà essere malata. In questo lavoro l’uomo viene rappresentato solo dal pecoraio del quale non abbiamo molte informazioni.

Il gregge e i cani che si vedono nelle scene hanno apparentemente un ruolo marginale ma molto importante: accompagnano in ogni gesto il protagonista attraverso interazioni e sguardi.

Il cortometraggio è privo di dialoghi: spetterà all’osservatore cogliere i tratti salienti e trarre le proprie conclusioni.

Samanta Lugarà, Regista

Ho avuto il piacere di prendere parte a questo progetto curando la post produzione audio e il sound design.

La prima delle cose che mi hanno colpito del progetto è senza dubbio la mancanza volontaria, da parte del regista, di non usare dialoghi per tutta la durata del cortometraggio.

Di conseguenza per avere una comunicazione efficace, il prodotto deve essere ben costruito sia a livello di fotografia che a livello sonoro, in quanto sono gli unici due aspetti nei quali lo spettatore potrà aggrapparsi per seguire le vicende.

Il trattamento sonoro del prodotto finito è partito con l’editing della presa diretta fatta sul set, per poi essere integrata con registrazioni di field recording specifiche per rispondere alle necessità del video.

La maggiore importanza a livello sonoro è stata data alla ricreazione del suono d’ambiente in modo tale che fosse non troppo invasivo ma dettagliato e fedele all’originale.

Altro elemento che non è stato sottovalutato sono state le azioni compiute dal protagonista nel susseguirsi delle vicende, quindi fiati, respiri etc etc.

Per quanto riguarda il sound design, oltre che essere relativo alla creazione e alla ricerca dei suoni di cui il video necessitava ha trovato una forte importanza nella unica scena a nero del cortometraggio.

Oltre che curare l’aspetto audio, nel cortometraggio ho anche composto, arrangiato e finalizzato la colonna sonora.

L’idea alla base condivisa sia da me che dal regista era quella di creare una colonna sonora che potesse trasmettere un senso di normalità alla storia come se lo spettatore stesse vivendo insieme al protagonista; Ma essere anche l’opposto: non più trasmettere la normalità, ma bensì scendere nel protagonista che si trova a prendere decisioni per lui scomode.

Una volta raccolti tutto il materiale necessario quello che rimaneva da fare era il mixaggio che non è stato per niente semplice come potrebbe sembrare.

Infatti le scene dovevano avere un buon suono ambientale con tutti gli elementi del caso, ma non avere una presenza a livello di volume molto forte, ma bensì la mia idea è stata quello di ricreare i movimenti che l’ambiente incontaminato della natura ha nella realtà.

E anche la musica non è stata facile da inserire all’interno di un contesto con delle scene di assoluta calma.

Di seguito il link Vimeo al quale è possibile vedere (e sentire) il cortometraggio pubblicato


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